LA CRITICA CRITICA. Quintali di massa critica

maggio 24, 2008

San Rocco hot!

Filed under: Arte,Letteratura — lacriticacritica @ 8:39 am

“San Rocco, il santo patrono della peste, per quanto ben dipinto è […] sconcertante: deve sempre tirarsi sù la tunica per mostrare il bubbone che malauguratamente sta proprio vicino all’inguine. In un quadro del Crivelli [Carlo Crivelli (?Venezia, 1430 – Ascoli Piceno, 1495), pittore veneziano conosciuto anche come Crivellus Venetus, ndr] che si trova alla Wallace Collection ti aspetti quasi che stia per mostrare la giarrettiera“, da Alan Bennett, Una Visita Guidata, Adelphi, 2008.

San Rocco, Wallace Collection, ca. 1480

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novembre 27, 2007

Gino De Dominicis. Fondazione Merz, Torino. Dall’8 novembre 2007 al 6 gennaio 2008. Su di una recente visita non guidata

Filed under: Arte — lacriticacritica @ 8:36 pm
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G rafismo

I mpertinenza

N arcisismo

O riginalità

D iabolico

E steta

D andy

O rgoglioso

M ozzarella in carrozza

I mprevedibile

N ottambulo

I nclassificabile

C omplesso

I ronico

S olitario

 

 

 

 

 

 

novembre 26, 2007

Filed under: Arte — lacriticacritica @ 11:32 pm

Potenza e l’estetica del brutto

Il ponte di Musmeci

[IN FOTO: POTENZA, il ponte di Musmeci ovvero l’eccezione che conferma la regola, il bello che dà senso al brutto]

“Un opera d’arte è tanto più bella quanto più grande è la quantità di negativo, di brutto, che ha dovuto vincere” – Franz Rosenkranz

Un paio di giorni fa la nostra FunnyG è stata ospite di un noto programma radiofonico. Chi l’avesse sentita ricorderà certamente il suo intervento a favore di Potenza come capitale galattica del brutto.

I critici critici si uniscono a lei in questo giudizio e pertanto vi invitano a visitare la città. Il prossimo 29 maggio, in occasione della Sfilata dei Turchi (trash-revival), la redazione organizzerà un tour per le vie del Capoluogo lucano. La Sfilata di quest’anno si annuncia memorabile, per la prima volta infatti vedrà la nostra FunnyG tra le protagoniste del corteo storico. Al momento non possiamo ancora rivelarvi cosa indosserà, il suo contratto le impone il massimo riserbo.

I lettori che fossero interessati al viaggio culturale possono contattare la redazione.


Il ponte di Musmeci

novembre 25, 2007

Ancora su quella mostra. E sul post precedente

Filed under: Arte — lacriticacritica @ 3:12 pm

«L’obiettivo del papier collé era mostrare come materiali differenti potessero essere combinati per diventare, nel quadro, una realtà in competizione con la natura. Noi cercavamo di sbarazzarci del trompe-l’oeil per trovare il “trompe-l’esprit”». Pablo Picasso

 

novembre 23, 2007

Collage/Collages. Dal Cubismo al New Dada. GAM – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea, Torino. Dall’08 ottobre 2007 al 06 gennaio 2008. Su di una recente visita (guidata) alla mostra

Filed under: Arte,Mai dire di aver visto tutto,Uncategorized — lacriticacritica @ 12:16 pm
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Coloratissimi pezzi di tessuto e ingiallite pagine di quotidiani trasformati in paesaggi, nature morte, ritratti. La rivoluzione dei papiers collés inizia così, Non ricordo, però uiiiIIISSHH cicùUUUUIIIIIIIIIIIIIIIIIIIcskcskrrrrrTRPTRTPgutpppppunF la bellezza oggi, i suoi canoni estetici, con materiali prelevati dalla sfera del quotidiano e incollati sulla tela da Picasso e da Braque

[un gobbo si passa la gola con la mano da parte a parte ndr.] Approfittiamo abusivamente della scientia et ars di Maria Mi Cicù cicù schhhhhhzzzzhzzhhzzzzhzz Break brrreark chmmmmhALEDETTA BANda LARGwiiiiscc RSCicù cic wiishAAnale Brekkkkkqanalessccchhhhhhh shhiul chshsckcanaliiihhhhh… plic Io e Fe Io e Fe Io e Fe uiiiIIISSHH cicùUUUUIIIIIIIIIIIIIIIIIIIcskcskrrrrrTRPTRTPgutpppppunF
uiiiIIISSHH cicùUUUUIIIIIIIIIIIIIIIIIIIcskcskrrrrrTRPTRTPgutpppppunF Maria Mi ci fa da guida da guida da guida abusiva del cut-up consciamente o inconsciamente mutuato da Burroughs, inaugurato con Dada: e dunque, l’atomico il molecolare il microscopico, ma anche il detrito il rifiuto la scoria lo scarto prelevati da un flusso continuo ed isolati – spesso con punte di estrema violenza espressiva da Maria detriti organici di Dubuffet, e l’atto di strappare strappare strappare e ricomporre ricomporre ricomporre momento di energia creativa NON irrazionale come nei lavori newdada di Appel, Jorne, Motherwell, Kline e Rauschenberg di cui è possibile ammirare il monumentale combine Memorandum of Bids. Il collage diventa quindi anche décollage con Hains, Rotella e Villeglé La chiave di tutto è la chirurgìa. Tutto si può sezionare: con un tratto più o meno sottile. APPREZZO Infatti…i cui manifesti lacerati documentano un paesaggio urbano segnato da un carattere caotico ed effimero. In Italia si assiste allo sviluppo della plasticità materica, anche di matrice MOLTO neodada, Mimita di Afro, Baj, Turcato, Tancredi, Novelli, Scialoja Scarpitta e Burri, con i suoi sacchi cuciti in a sense, the dada effulgenge of Hans Arp, Kurt Schwitters and Raoul “dada drummer” Haussmann are the ur-texts of all Outer Limits columns. Schwitter’s monumental Ursonate is disappointingly POSTMODERNO represented only by a three minute extract. Arp’s automatist potery from the painter’s mouth. It’s straight recital, not the text-sound fracture explored by hardline Dadaists. Negli anni ’60 arrivano Lamberti i collage concettuali di Piero Manzoni e IL Giulio Paolini buste della spesa che ripuliscono la superficie della tela sino a ridurla al monocromo, al segno avvolto nel silenzio.

BREAK SUL CANALE!

Oh.

Finalmente.

Mi sentite ora? Sì?

Niente.

Eh.

un altro ragazzo dal pubblico: “Eb, ma che c’entra Mirò con la musica degli Air? ”

AERB LUS ELANAC !

È l’ultima intromissione, promesso.

Panorama sulla Città di Interzona. I bar di East Saint Louis Toodleoo aprono…a volte chiassosi e nitidi a volte fiochi e intermittenti come musica lungo una strada spiazzata dal vento… sembra che la stanza si scuota e vibri tutta. Il sangue e la sostanza di molte razze – neri, polinesiani, mongoli delle montagne, nomadi del deserto, levantini poliglotti, indios – razze non ancora concepite e non ancora nate, combinazioni non ancora avvenute, ti attraversano il corpo.

 

La mostra

novembre 18, 2007

Esposizione di un nuovo readymade in una piccola Galleria d’Arte Contemporanea in quel di Ferrara. In risposta ad un recente post di critica d’arte

L’artista ignoto che è solito lavorare del tutto mascherato – come fosse novello Bansky – aggirandosi tra le nebbie dell’Emilia ha colpito ancora. Stavolta in una minuscola ma assai intraprendente Galleria d’Arte Contemporanea sita in via Mentana 24, a Ferrara. Gestita da tre valide promoter delle arti contemporanee, la Galleria dev’essere stata probabilmente visitata dall’anonimo creativo quando i comuni mortali, nella città estense, già dormivano da un pezzo. Prontamente intervistata, una delle tre imprenditrici dell’arte, ancora scossa, ha ammesso di non aver trovato alcun segno di scasso od effrazione alcuna.

Qui alla Critica Critica si nutrono profondi sospetti sull’ipotesi che ad operare sia stato un artista, o un team di artisti, idealmente vicini ad un blog-circoloculturale-addensatore di idee ed opinioni molto attivo e combattivo, che fa il bello ed il cattivo tempo soprattutto nel Sud della Penisola e soprattutto in ambito culturale e artistico. Roboanti interventi di illustri critici d’arte al soldo di quell’istituzione che difenderanno a spada tratta – li aspettiamo al varco – «un gesto verso l’italia, un gesto verso il mondo, un gesto che resterà nella storia!», oggi che «l’arte si fà con tutti i mezzi possibili, vedi i vari Damien Hirst, Banksy, o Wim Delvoye» e il gesto «ecclatante» (sic) pare essere l’unico in grado di smuovere le coscienze, forniranno ulteriori conferme ai dietrologi della redazione della Critica Critica.

Che, assai più modestamente, si accontenta di constatare che il principio d’intervento dell’artista sembra sottostare grossomodo a questo insieme di regole:

Regola 1) Selezione di un oggetto o artefatto x, solitamente obiettivo della routine r che veicola un’attenzione selettiva in una situazione di tipo s;

Regola 2) Messa in mostra di x in una particolare situazione di fruizione artistica (dispositivo artistico), in grado di rimuoverlo dalle routine r: ciò corrisponde il più delle volte a collocare x in un contesto dove n agenti esercitano l’utilizzo estetico della loro facoltà di attenzione selettiva.

Il readymade è un’opera d’arte che si identifica nell’enunciato, tipicamente emesso dall’artista, “Questo è arte”. Affinché questo enunciato performativo possa funzionare è necessaria la coesistenza di quattro elementi: (i) un oggettoST che ne costituisca il referente, (ii) un soggetto che lo pronunci, solitamente lo stesso artista, (iii) un pubblico che lo recepisca e lo faccia proprio, (iiii) un’istituzione che accolga e registri l’oggetto a proposito del quale l’enunciato è stato proferito.

E che, sì, è proprio un readymade.

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