LA CRITICA CRITICA. Quintali di massa critica

novembre 21, 2007

Proustiana: madeleinettes di pensiero sotto forma di riflessioni di Proust, su Proust, intorno a Proust. Madeleinette n°4: Al bicerin

Filed under: Proustiana — lacriticacritica @ 1:05 pm
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«Ci veniva offerta una crema al cioccolato fuggitiva e leggera….» da Marcel Proust, Dalla Parte di Swann.

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novembre 20, 2007

Proustiana: madeleinettes di pensiero sotto forma di riflessioni di Proust, su Proust, intorno a Proust. Madeleinette n°3: Conosci Marcel Proust?

Filed under: Proustiana — lacriticacritica @ 8:38 pm
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Frank: Conosci Marcel Proust?

Dwayne: Il tizio che insegni tu?

Frank: Sì. Scrittore francese. Perdente assoluto. Mai fatto un lavoro vero, amori non corrisposti, gay…Passa venti anni a scrivere un libro che quasi nessuno legge. Ma è forse il più grande scrittore dallo Shakespeare. Comunque…arrivato alla fine della sua vita, si guarda indietro e conclude che tutti gli anni in cui ha sofferto erano gli anni migliori della sua vita, perché lo hanno reso ciò che era. Gli anni in cui è stato felice?…tutti sprecati! Non gli hanno insegnato niente. Perciò, se vuoi dormire fino a diciotto anni, pensa a tutte le sofferenze che ti perdi. Il liceo, dici? Quegli anni sono il fior fiore delle sofferenze. Non ci sono sofferenze migliori.

Dwayne: Sai una cosa? Vaffanculo i concorsi di bellezza. In fondo la vita è tutta un fottuto concorso di bellezza dopo l’altro. Il liceo, l’università, il lavoro….vaffanculo![…] Fà la cosa che ami e vaffanculo il resto!

Frank: Meno male che hai ricominciato a parlare. Non sei per niente stupido come sembra.

[da LITTLE MISS SUNSHINE, Jonathan Dayton, 2006]

novembre 19, 2007

Proustiana: madeleinettes di pensiero sotto forma di riflessioni di Proust, su Proust, intorno a Proust. Madeleinette n°2: Proust avrebbe amato il Mago G?

Filed under: Letteratura,Proustiana — lacriticacritica @ 12:06 am
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«Forse avete volato con Mago G., mascotte sui pattini della Galbusera con la parrucca gialla da clown, e non lo sapete. Luca Levis, che interpretava il demenziale personaggio nella famosa pubblicità dei biscotti, è infatti diventato pilota di aerei. Tale inquietante notizia si apprende da Spot80, programma di Radio Torino International che va in onda tutti i giorni dalle 13 alle 13.30 e dalle 22.30 alle 23 e ripropone vecchie pubblicità televisive con impietosi commenti. La trasmissione prende nome e informazioni dal sito spot80.it, dove si possono pure ripescare i video. Perchè non vada perso il fanciullo che è in noi, cresciuto davanti alla tivù guardando Sara Sacchetti, una bionda coi riccioli che si paracadutava mestruata ma protetta dall’assorbente Nuvenia Pocket. Frammenti di recente passato catodico che potevano cadere nell’oblio ma saranno salvati. Sì, perchè in fondo Proust oggi non si emozionerebbe di fronte al vecchio spot della Madeleine, di fronte a certe musichette?»di Antonio Armano, dalla Domenica del Sole 24 Ore del 18 novembre 2007.

E non tornerebbe ad essere scosso da brividi d’amore e di dolore nello scoprire che a stroncare la carriera da giovane clown di Luca Levis sia stata la passione per gli aerei – quella stessa passione che ha condotto a morte sicura Alfred Agostinelli (1888-1914), ex-autista, segretario e, si mormora, grande amore dello scrittore francese?

 

novembre 17, 2007

Proustiana: madeleinettes di pensiero sotto forma di riflessioni di Proust, su Proust, intorno a Proust. Madeleinette n°1: Proust was a neuroscientist

Filed under: Letteratura,Proustiana — lacriticacritica @ 2:47 pm
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Sempre sullo stesso quotidiano, apprendo che è appena uscito un libro di un giovane giornalista e neuroscienziato americano dal titolo a dir poco (furbamente) attraente: Proust Was A Neuroscientist.

Il venticinquenne (!) giornalista Jonah Lehrer, studioso di neuroscienze alla Colombia University e di Letteratura del XX secolo ad Oxford, vi sostiene che insigni personalità dell’arte (Proust è in buona compagnia: Woolf, Cézanne e Stravinskij) furono, senza saperlo, pionieri delle neuroscienze: anticiparono, cioè, nelle loro opere, conclusioni che solo alcune recenti scoperte sui meccanismi della visione o sulle strutture del linguaggio sono state in grado di confermare sperimentalmente.

Pare che Lehrer, in una pausa dei suoi esperimenti sulla natura della memoria, abbia cominciato a sfogliare il primo volume della Recherche proustiana (di cui presto, o pazienti lettori, come avrete capito dal titolo dell’editoriale, tornerete a sentir parlare su queste pagine), Dalla Parte di Swann. «Mi aspettavo solo un po’ di svago o forse la possibilità di apprendere l’arte di costruire belle frasi» confessa Lehrer, ma Proust si rivelò ben presto un inatteso Virgilio: aveva già scoperto quanto il giovane scienziato stava affannosamente cercando, sembrava sapere, ed eravamo all’albeggiare del XX secolo, che odori e sapori producono ricordi eccezionalmente intensi e che la memoria dipende dal momento e dallo stato d’animo della persona che ricorda. Gli scienziati, a simili risultati, ci sarebbero arrivati quasi un secolo dopo.

 

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