LA CRITICA CRITICA. Quintali di massa critica

maggio 12, 2008

Le polpette di Jennifer Rivera

Stamane Jenny Rivera, mezzo-soprano di fama internazionale, è stata ospite della nostra redazione per prendere un primo contatto in vista dell’intervista esclusiva che concederà al nostro blog. Nelle immagini è documentato l’incontro con il Rag. Vega. Jenny ha preparato delle squisite polpette di uova, dimostrando di conoscere oltre all’arte del belcanto italiano anche la nostra tradizione culinaria.

Jennifer Rivera

Ecco a voi la ricetta che Jenny ha cortesemente fornito alla nostra redazione:

6 uova

abbondante mollica di pane

6 cucchiai di parmigiano

un cucchiaio di latte

prezzemolo

olio di Montescaglioso

Sale

Sbattere le uova ed aggiungere la mollica di pane, un pizzico di sale, il prezzemolo ed un cucchiaio di latte. Mescolare fino ad ottenere un impasto omogeneo poi, aiutandosi con il cucchiaio, creare delle polpette a forma di nuvola. Friggere le polpette per qualche minuto con olio d’oliva di Montescaglioso.

Servire le polpette tiepide come antipasto oppure usarle come secondo lasciandole riposare 10 minuti in una pentola di sugo caldo. In questo caso non dimenticate il basilico!

aprile 19, 2008

La Criticacritica 2.0

Filed under: Mai dire di aver visto tutto — lacriticacritica @ 1:58 pm
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Provate a digitare su google c r i t i c a c r i t i c a. Andate a pagina due dei risultati. Guardate l’ultimo dei risultati. Rimanda al sito di un partito che ha partecipato alla recente gara elettorale.

E’questo, ci pare di poter affermare ora con certezza, il motivo per cui quel partito è stato così vicino all’intentare una causa nei confronti del vostro blog preferito. Sostantivi e aggettivi che si inseguono, si fondono e si confondono nel dedalo spiraliforme della rete internet. Togliendo voti preziosi al partito neonato, come importanti politologi si premuravano di dimostrare a forza di grafici e statistiche. E di riflesso, tappando la bocca al blog nuovo nato, come chiunque di voi ha avuto modo di constatare.

Se vi siete chiesti perché la critica critica avesse spuntato ormai da mesi l’acuminato vergare della propria penna, ecco la risposta, la risposta è questa: la critica critica, il nome, era troppo simile a quello del giovane e speranzoso partito fondato da rivoluzionari fuoriusciti dalle camere del parlamento, da delusi scaldascranni con il vezzo del pugno levato.

A cercar di mediare, da subito, il pacifico ragionier Vega. Riteneva i politicanti in certo senso meritevoli di ragione e proponeva ai colleghi i seguenti succedanei per battezzare la nuova fase (la 2.0) della critica critica:

1. “La critica non critica”

2. “La critica non critica (più)”

3. Un più accomodante “La critica critica (meno)”

4. Un veltroniano “Si può fare (ancora) critica? Si può fare!”

5. E, per la par condicio, “Rialzati, critica!”

In redazione, in quei giorni – era il principiare dell’anno – volti ammusoniti, ingiurie a mezza bocca, minacce di ammutinamenti, fuoriuscite di validi elementi.

Chi tuonava: «Quel nome non è stato certo scelto per caso», si sentiva rispondere: «Il compromesso, il compromesso!», e di aggiornamenti, di nuovi argomenti, nemmeno più l’ombra.

C’è stato addirittura un tentativo di sabotaggio nei confronti di quell’ultimo, solitario post che faceva la cronaca di un recente concerto losangelino, quel post ormai metafora dell’incipiente cappotto. E i mesi, intanto, che passavano infausti. E la nuova fase (la 2.0) della critica critica che sembrava più il vagheggiare di un illuso che il programma operativo per un nuovo corso.

Fino a quando i risultati elettorali di quel baldanzoso partito, che deludenti è dir poco, hanno convinto i suoi dirigenti (i quali, addirittura, erano arrivati ad interpellare sulla questione importanti personalità della cultura) a ritirar la denuncia a mo’ di desolato mea culpa.

Come un braccio levato a mezz’aria costretto a ricadere, pesante, lungo l’ideale confine di un corpo, gli strali d’accusa nei confronti del nostro blog cadevano nel vuoto.

Il rag. Vega rientrava nei ranghi, più combattivo che mai. Era ufficialmente iniziata la nuova fase (la 2.0) della critica critica.

dicembre 14, 2007

Il mistero del figlio britannico di Hitler

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http://simpsonspedia.net/

Ci risiamo, si torna a parlare dei figli segreti del Fürher! Qualche settimana fa vi avevamo prarlato del libro di J.P. de Sales dove si ipotizzava una diretta discendenza del dittatore iracheno Saddam Hussein da Hadolf Hitler [qui]. Ora vi proponiamo un sunto dell’articolo pubblicato oggi sul corriene on-line che riprende l’argomento e ci aggiorna su nuove ipotesi investigative:
LONDRA (GRAN BRETAGNA) – Finora ci aveva pensato solo il cinema. Con pellicole come «I ragazzi venuti dal Brasile» (1978) in cui uno spietato dottor Mengele creava dei cloni di Hitler e pianificava la loro storia personale affinchè facessero rivivere anche l’anima del Fürher. Ma stavolta c’è chi azzarda di più. Un articolo apparso sul settimanale «New Statesman» e rilanciato poi dal quotidiano «Times» racconta infatti il mistero del presunto figlio britannico di Hitler [qui l’articolo completo]. […] Per due giornali britannici Unity Mitford, l’aristocratica inglese adorata da Adolf Hitler che la riteneva «un magnifico esemplare di femminilità ariana», potrebbe aver avuto un figlio dal Führer, un figlio che – se l’ipotesi fosse confermata- adesso vivrebbe in Gran Bretagna. La Mitford […] ossessionata da Hitler, che apprezzava senza riserve, Unity (che di secondo nome si chiamava Valkyrie) si recò in Germania agli inizi degli anni ’30, riuscendo ben presto a incontrare il suo idolo; e divenne così intima del ristretto circolo attorno al Fürher, da essere considerata dai servizi segreti britannici «la più nazista di nazisti». Ma quando la Gran Bretagna dichiarò guerra al Terzo Reich […] si sparò un colpo alla testa con una pistola dal manico in madreperla. Era poco più che ventenne e la giovne non morì, ma il suo cervello risultò gravemente danneggiato. Ormai invalida, Unity fu riportata in Gran Bretagna, dove – secondo i libri di storia – fu accudita dalla madre e morì, all’eta di 33 anni, nel 1948.
Ci chiediamo, da buoni critici critici: il concepimento… l’atto sessuale intendiamo, sarebbe avvenuto prima o dopo il tentato suicidio?

dicembre 6, 2007

Occhio alla spilla!!!

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Signore e signori, ladies and getleman, madame et monsieur, è con immenso piacere che la redazione de La Critica Critica presenta ai suoi lettori l’unica, inimitabile spilla del critico critico,
segno inconfondibile di appartenenza al “popolo eletto” dei Critici Critici.

NOI CE L’ABBIAMO GIA’, E TU?

Per averla ti basta scrivere un commento qui sotto!

 

P.S. il soggetto ritratto nella foto non è incluso nella confezione della spilla

Aggiornamento su Santa Claus

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Leggo su Corriere di oggi un articolo a firma di Elmar Burchia:

Microsoft «uccide» Babbo Natale. Su Messenger Santa Claus risponde a due ragazzine parlando di sesso orale.

Il Babbo Natale virtuale, online da un anno, parlava di argomenti inerenti alla festività come il Polo Nord, le renne, i regali. Alla fine si è ritrovato a parlare di sesso, oltretutto in modo esplicito. Sembra abbia detto a 2 ragazzine: You want me to eat what?!? It’s fun to talk about oral sex, but I want to chat about something else. …e poi abbia chiuso imprecando: «dirty bastard».

Non esistono più i Babbi Natale di una volta!

QUI l’articolo completo
Rag. Vega

[estratto da: palermo web]

san-nicola.jpg

Nel mese di dicembre il giorno sei del calendario gregoriano si festeggia San Nicola comunemente conosciuto come di Bari o Mira, vescovo di questa antica città della Licia in Asia Minore, nel nostro tempo, Turchia. La sua vita fu caratterizzata dalle numerose opere di pietà e di carità, divenuto orfano di entrambi i genitori non volle continuare a vivere nell’agiatezza che i suoi gli avevano lasciato, pensò di distribuire le sue abbondanze in favore degli ultimi per onorare Dio.
Morì il 6 dicembre a Mira in una data incerta fra il 345 e il 352.

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Il tempo ha fatto mutare le sue sembianze, la mantella rossa si è trasformata in giacca e pantaloni bordati di pelliccia bianca, la mitra di vescovo un cappuccio a punta di color rosso dal bordo di bianco. Santa Claus ha conservato la folta barba bianca ed è aumentato di peso con una pancia da bonaccione.

In Europa in tempi recenti divenne Babbo Natale.

La redazione de La Critica Critica augura buon onomastico a tutti i lettori che portano questo nome.

Link utili:
www.societafilantropica-marullo-fratellid-italia.wordpress.com
http://www.marullo.splinder.com/
www.santaclaus.com

dicembre 3, 2007

Chi va a fondo. Gli auguri della criticacritica al dott. Grassano

Filed under: Amici,Mai dire di aver visto tutto — lacriticacritica @ 11:57 pm

Chi va a fondo

Io un ricercatore? Oh, risparmiatevi questa parola! –

Il fatto è che peso – qualche chiletto!

Cado, continuo a cadere

e finisco così sul fondo!

Friedrich Nietzsche, La Gaia Scienza, Preludio in rime tedesche, aforisma n. 44

La critica critica apprende con grande entusiasmo la notizia dell’ingresso in grande stile nel dorato mondo della ricerca universitaria dell’insigne dottore Nicola Grassano, stimato compagno di avventure e sodale di molti criticicritici. Un pò di aria fresca e di luce nei corridoi bui e polverosi dell’italica accademia. A lui i nostri migliori auguri e il titolo ad honorem di criticocritico.

E rispetto alla modalità dell’esame svoltosi questa mattina – rispetto, si vuol dire, alla nazionalità degli altri due candidati all’ambitissimo posto con borsa: un cinese ed un albanese -, caro dottor Grassano, riveda questa famosa reclame molto in voga sulle reti della nostra Penisola qualche mese fa:

dicembre 1, 2007

Concorso a premi: I RECORD FARLOCCHI!

Sono le 10.49 di sabato mattina ( non vi dico il giorno e il mese :-D). E’ appena finita la trasmissone di Roberto Placido su radioflash con ospite Ilario Meandri tanto pubblicizzata su questo blog. A trasmissione conclusa vorrei riproporre in questa (santa!) sede il concorso lanciato scherzosamente in finale di trasmissione: i record farlocchi di Torino! Mi spiego subito con gli esempi portati da Ilario: “Torino ha la piazza più grande d’europa… senza monumento al centro”. “Torino ha l’edificio più alto del mondo… con struttura portante in muratura (la mole)”. “Torino ha la metropolitana più lunga del mondo… che va senza conducente”.

Bisogna dire che Torino sembra essere la città che più condensa in un unico centro così tanti record farlocchi! A voi critici critici propongo di allargare il concorso a tutti i record rigorosamente FARLOCCHI che conoscete. In trasmissione hanno proposto come premio per il vincitore del concorso un portachivi di Giò Pomodoro. Siccome, però, per fare ciò dovremmo prima convincere i redattori di codesto Esimio blog ad aprire il portafogli, propongo per il primo classificato un ben più economico bacio di funnyG o di Rag.Vega (a scelta). Anche su questo tema lascio aperta la discussione

Ora a voi critici critici…

novembre 26, 2007

Potenza e l’estetica del brutto

Il ponte di Musmeci

[IN FOTO: POTENZA, il ponte di Musmeci ovvero l’eccezione che conferma la regola, il bello che dà senso al brutto]

“Un opera d’arte è tanto più bella quanto più grande è la quantità di negativo, di brutto, che ha dovuto vincere” – Franz Rosenkranz

Un paio di giorni fa la nostra FunnyG è stata ospite di un noto programma radiofonico. Chi l’avesse sentita ricorderà certamente il suo intervento a favore di Potenza come capitale galattica del brutto.

I critici critici si uniscono a lei in questo giudizio e pertanto vi invitano a visitare la città. Il prossimo 29 maggio, in occasione della Sfilata dei Turchi (trash-revival), la redazione organizzerà un tour per le vie del Capoluogo lucano. La Sfilata di quest’anno si annuncia memorabile, per la prima volta infatti vedrà la nostra FunnyG tra le protagoniste del corteo storico. Al momento non possiamo ancora rivelarvi cosa indosserà, il suo contratto le impone il massimo riserbo.

I lettori che fossero interessati al viaggio culturale possono contattare la redazione.


Il ponte di Musmeci

novembre 23, 2007

Collage/Collages. Dal Cubismo al New Dada. GAM – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea, Torino. Dall’08 ottobre 2007 al 06 gennaio 2008. Su di una recente visita (guidata) alla mostra

Filed under: Arte,Mai dire di aver visto tutto,Uncategorized — lacriticacritica @ 12:16 pm
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Coloratissimi pezzi di tessuto e ingiallite pagine di quotidiani trasformati in paesaggi, nature morte, ritratti. La rivoluzione dei papiers collés inizia così, Non ricordo, però uiiiIIISSHH cicùUUUUIIIIIIIIIIIIIIIIIIIcskcskrrrrrTRPTRTPgutpppppunF la bellezza oggi, i suoi canoni estetici, con materiali prelevati dalla sfera del quotidiano e incollati sulla tela da Picasso e da Braque

[un gobbo si passa la gola con la mano da parte a parte ndr.] Approfittiamo abusivamente della scientia et ars di Maria Mi Cicù cicù schhhhhhzzzzhzzhhzzzzhzz Break brrreark chmmmmhALEDETTA BANda LARGwiiiiscc RSCicù cic wiishAAnale Brekkkkkqanalessccchhhhhhh shhiul chshsckcanaliiihhhhh… plic Io e Fe Io e Fe Io e Fe uiiiIIISSHH cicùUUUUIIIIIIIIIIIIIIIIIIIcskcskrrrrrTRPTRTPgutpppppunF
uiiiIIISSHH cicùUUUUIIIIIIIIIIIIIIIIIIIcskcskrrrrrTRPTRTPgutpppppunF Maria Mi ci fa da guida da guida da guida abusiva del cut-up consciamente o inconsciamente mutuato da Burroughs, inaugurato con Dada: e dunque, l’atomico il molecolare il microscopico, ma anche il detrito il rifiuto la scoria lo scarto prelevati da un flusso continuo ed isolati – spesso con punte di estrema violenza espressiva da Maria detriti organici di Dubuffet, e l’atto di strappare strappare strappare e ricomporre ricomporre ricomporre momento di energia creativa NON irrazionale come nei lavori newdada di Appel, Jorne, Motherwell, Kline e Rauschenberg di cui è possibile ammirare il monumentale combine Memorandum of Bids. Il collage diventa quindi anche décollage con Hains, Rotella e Villeglé La chiave di tutto è la chirurgìa. Tutto si può sezionare: con un tratto più o meno sottile. APPREZZO Infatti…i cui manifesti lacerati documentano un paesaggio urbano segnato da un carattere caotico ed effimero. In Italia si assiste allo sviluppo della plasticità materica, anche di matrice MOLTO neodada, Mimita di Afro, Baj, Turcato, Tancredi, Novelli, Scialoja Scarpitta e Burri, con i suoi sacchi cuciti in a sense, the dada effulgenge of Hans Arp, Kurt Schwitters and Raoul “dada drummer” Haussmann are the ur-texts of all Outer Limits columns. Schwitter’s monumental Ursonate is disappointingly POSTMODERNO represented only by a three minute extract. Arp’s automatist potery from the painter’s mouth. It’s straight recital, not the text-sound fracture explored by hardline Dadaists. Negli anni ’60 arrivano Lamberti i collage concettuali di Piero Manzoni e IL Giulio Paolini buste della spesa che ripuliscono la superficie della tela sino a ridurla al monocromo, al segno avvolto nel silenzio.

BREAK SUL CANALE!

Oh.

Finalmente.

Mi sentite ora? Sì?

Niente.

Eh.

un altro ragazzo dal pubblico: “Eb, ma che c’entra Mirò con la musica degli Air? ”

AERB LUS ELANAC !

È l’ultima intromissione, promesso.

Panorama sulla Città di Interzona. I bar di East Saint Louis Toodleoo aprono…a volte chiassosi e nitidi a volte fiochi e intermittenti come musica lungo una strada spiazzata dal vento… sembra che la stanza si scuota e vibri tutta. Il sangue e la sostanza di molte razze – neri, polinesiani, mongoli delle montagne, nomadi del deserto, levantini poliglotti, indios – razze non ancora concepite e non ancora nate, combinazioni non ancora avvenute, ti attraversano il corpo.

 

La mostra

novembre 22, 2007

To By Or Not To By

Filed under: Mai dire di aver visto tutto — lacriticacritica @ 11:27 pm
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Nell’era del consumo matto et disperatissimo, dell’usa-e-getta, del mordi-e-fuggi; fosse stato cives nella società dello spettacolo, frequentatore dell’età dei figuranti, quali noi tutti siamo, Amleto si sarebbe chiesto:

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To By Or Not To By? That is the question!

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