LA CRITICA CRITICA. Quintali di massa critica

novembre 12, 2007

Ju Suk Reet Meate – Solo 78 / 79 aka Do Unseen Hands Make You Dumb? (1979 – De Stijl / Audioglobe, 8 ottobre 2007)

Filed under: Musica — lacriticacritica @ 11:52 pm

Solo 78 / 79 aka Do Unseen Hands Make You Dumb?

Non è certo un caso che a curare le note della riedizione in CD, a distanza di quasi trent’anni, del primo vinile solo di Ju Suk Reet Meate (leader degli Smegma) sia mr. Wolf Eyes John Olson. Non tanto perché da sempre – insieme al sodale Aaron Dillaway – dichiarato fan della sgangherata combriccola di Portland, Oregon; quanto, piuttosto, per il fatto che in questi quaranta minuti di musica, nei soli due lati di un 45 giri – ed era il crepuscolo dei Settanta -, stava già in nuce un’intera genia di odierni rumoristi americani, un numero sterminato di dischi, cd-r, nastri e vinili che sarebbero stati composti a venire – e dunque: chilogrammi e chilogrammi di carta stampata, milioni di informazioni al minuto che viaggiano in rete sotto forma di scambi p2p, forum, comunità virtuali, costituendo l’ossatura di un movimento controculturale imbastito – letteralmente – sul nulla.

Tutto in quaranta minuti? Sì, tutto in quaranta minuti. In cui si parla la lingua di punksters completamente all’ asciutto di teoria musicale, a scuola – studenti indisciplinati – di improvvisazione nella classe di un Fred Frith e di vaudeville in quella di un Frank Zappa. Rispetto agli Smegma, che in quello stesso 1979 licenziavano il primo vero e proprio album – Glamour Girl 1941 – il lavoro di Rick “Ju Suk Reet Meate” concedeva già qualche minuto di puro godimento rock sotto forma di chitarra surf ben presto cifra stilistica dello stesso gruppo madre (l’incipit del lato A). Per il resto, il solito armamentario primitivista – loop vocali come se piovesse, chitarre effettate, sax violentati in un maldestro tributo al free jazz, macchine analogiche costruite artigianalmente padroneggiate a mala pena -, armeggiati con attitudine improv tutt’altro che seriosa.

A rendere davvero imperdibile questa uscita De Stijl, e non solo per i fan degli Smegma, l’aggiunta di due brani sinora inediti oltre al 45 giri che, pur in edizioni a dir poco carbonare, già circolava negli ambienti underground. Guitar & Loops, cinque minuti di efferatezze improvvisate (tromba e chitarra) su loop continuato e Short Wave, splendido esperimento di proto-elettronica cheap ideato quando i calcolatori, al più, servivano a facilitare il lavoro dei militari di Palo Alto.

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